venerdì 17 aprile 2026

Vivere nella Terra di Mezzo (e perché ho deciso di tornarci dopo 10 anni)


Dieci anni fa ho smesso di scrivere.

Non perché non avessi più niente da dire.  

Ma perché, a un certo punto, ho iniziato a vivere troppo lontano da quello che volevo raccontare.

Tutto correva veloce.  

Troppo veloce.

Giornate piene, testa piena, ma mani vuote.

Poi, quasi senza accorgermene, è successo qualcosa di semplice.

Ho piantato qualcosa.

Un vaso sul balcone.  

Niente di speciale.  

Niente di “instagrammabile”.

Eppure, ogni giorno, cambiava.  

E ogni giorno mi costringeva a rallentare.


A guardare.  

A capire.  

Ad aspettare.


È lì che ho iniziato a tornare.

Non indietro.  

Ma verso qualcosa che avevo dimenticato.

La terra — anche quando è poca, anche quando è in un vaso — ti riporta sempre a una dimensione più reale.  

Più onesta.

E così è nata, di nuovo, questa “Terra di Mezzo”.


Non è campagna vera.  

Non è vita urbana piena.


È quello spazio in mezzo dove molti di noi vivono senza nemmeno dargli un nome:  

un balcone con qualche pianta,  

un angolo verde improvvisato,  

il desiderio di sporcarsi le mani anche se si ha poco tempo.


Qui non troverai perfezione.

Le piante a volte moriranno.  

Gli esperimenti non riusciranno.  

Il raccolto sarà piccolo, a volte minuscolo.


Ma sarà tuo.


Questo blog non vuole insegnare dall’alto.  

Vuole condividere dal basso.  

Dalla terra, appunto.


Se anche tu senti il bisogno di rallentare,  

di coltivare qualcosa — fuori o dentro —  

allora sei nel posto giusto.


Benvenuto nella Terra di Mezzo.

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