Dieci anni fa ho smesso di scrivere.
Non perché non avessi più niente da dire.
Ma perché, a un certo punto, ho iniziato a vivere troppo lontano da quello che volevo raccontare.
Tutto correva veloce.
Troppo veloce.
Giornate piene, testa piena, ma mani vuote.
Poi, quasi senza accorgermene, è successo qualcosa di semplice.
Ho piantato qualcosa.
Un vaso sul balcone.
Niente di speciale.
Niente di “instagrammabile”.
Eppure, ogni giorno, cambiava.
E ogni giorno mi costringeva a rallentare.
A guardare.
A capire.
Ad aspettare.
È lì che ho iniziato a tornare.
Non indietro.
Ma verso qualcosa che avevo dimenticato.
La terra — anche quando è poca, anche quando è in un vaso — ti riporta sempre a una dimensione più reale.
Più onesta.
E così è nata, di nuovo, questa “Terra di Mezzo”.
Non è campagna vera.
Non è vita urbana piena.
È quello spazio in mezzo dove molti di noi vivono senza nemmeno dargli un nome:
un balcone con qualche pianta,
un angolo verde improvvisato,
il desiderio di sporcarsi le mani anche se si ha poco tempo.
Qui non troverai perfezione.
Le piante a volte moriranno.
Gli esperimenti non riusciranno.
Il raccolto sarà piccolo, a volte minuscolo.
Ma sarà tuo.
Questo blog non vuole insegnare dall’alto.
Vuole condividere dal basso.
Dalla terra, appunto.
Se anche tu senti il bisogno di rallentare,
di coltivare qualcosa — fuori o dentro —
allora sei nel posto giusto.
Benvenuto nella Terra di Mezzo.

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